Tomb Raider Legacy of Atlantis alla Gamescom 2026: la demo mostra combattimento, esplorazione e la lunga treccia di Lara

Tomb Raider Legacy of Atlantis alla Gamescom 2026
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Tomb Raider Legacy of Atlantis alla Gamescom 2026 si è mostrato in una nuova versione della demo già presentata nei mesi scorsi, permettendoci di dare un’occhiata più approfondita ai numerosi miglioramenti apportati dal team di sviluppo. Durante l’Xbox Showcase, gli sviluppatori hanno infatti condiviso una nuova sequenza di gameplay ambientata in Perù, nella quale possiamo vedere Lara Croft alle prese con enigmi, esplorazione, movimento, combattimento e alcuni dei nemici più iconici dell’avventura. Tra le novità che hanno attirato maggiormente la nostra attenzione troviamo anche la treccia lunga di Lara, una caratteristica fortemente richiesta dalla community.

Una nuova versione della demo di Tomb Raider: Legacy of Atlantis

La presentazione si apre con l’ingresso in scena di Lara, accompagnato dai commenti entusiasti dei presentatori, che sottolineano immediatamente il suo caratteristico atteggiamento sicuro e la silhouette familiare della protagonista.

Gli sviluppatori spiegano che uno degli obiettivi principali del progetto è stato quello di mantenere un forte legame con il luogo in cui Lara si trova. Essendo un’archeologa, infatti, le ambientazioni che esplora devono risultare credibili e coerenti con le culture rappresentate.

Nel caso della demo mostrata, il lavoro si concentra sul Perù e sulla cultura Inca, con particolare attenzione all’architettura, alla vegetazione e agli elementi ambientali. Il team racconta di aver cercato di essere autentico nei confronti della cultura peruviana, pur ricordando che si tratta comunque di un videogioco e che l’obiettivo rimane quello di costruire un’esperienza divertente e spettacolare.

La nuova demo rappresenta quindi un’ulteriore occasione per vedere come il lavoro degli sviluppatori sia proseguito rispetto alla precedente versione mostrata nei mesi scorsi.

Il Perù tra autenticità e reinterpretazione

Uno degli aspetti maggiormente sottolineati durante la presentazione riguarda il modo in cui il team ha affrontato la ricostruzione dell’ambiente peruviano.

Gli sviluppatori spiegano di aver lavorato per fare in modo che tutto ciò che vediamo nel mondo di gioco abbia una propria logica. L’obiettivo è evitare che enigmi, meccanismi e ostacoli sembrino semplicemente elementi inseriti perché necessari al gameplay.

Questa filosofia diventa particolarmente evidente quando viene mostrato uno degli enigmi più riconoscibili della demo: il puzzle degli ingranaggi nella Valle perduta.

Tomb Raider Legacy of Atlantis

Il team considera questo elemento uno dei momenti più memorabili dell’avventura originale, ma ha voluto reinterpretarlo sfruttando le possibilità offerte dalla tecnologia moderna. L’idea è creare una maggiore sensazione di credibilità e immersione, facendo sì che il puzzle sembri naturalmente inserito nell’ambiente.

Gli sviluppatori hanno quindi costruito una vera e propria spiegazione narrativa attorno agli ingranaggi. Nel mondo di Legacy of Atlantis, infatti, questi elementi sono legati a una cultura e a una cerimonia che prevedeva di riunire gli ingranaggi per aprire il passaggio verso la Tomba di Qualopec.

Non si tratta quindi soltanto di risolvere un enigma: il team ha cercato di costruire la struttura, la logica e il funzionamento dell’intero sistema per spiegare perché si trovi proprio lì.

Curiosità ed esplorazione al centro dell’esperienza

Un altro elemento centrale della demo è il rapporto tra curiosità ed esplorazione.

Durante la sequenza mostrata, Lara si tuffa nell’acqua dopo aver liberato il percorso dalle radici. Il giocatore potrebbe limitarsi a seguire la strada principale, ma guardandosi intorno può individuare qualcosa al di fuori del percorso più immediato e decidere di esplorarlo.

È proprio questo genere di comportamento che gli sviluppatori vogliono incoraggiare.

Tomb Raider Legacy of Atlantis

La curiosità, combinata con l’esplorazione, viene descritta come uno degli elementi fondamentali di ciò che rende tale Tomb Raider. Per questo motivo, il mondo di gioco non dovrebbe limitarsi a indicare al giocatore dove andare, ma dovrebbe spingerlo a osservare ciò che lo circonda e a chiedersi cosa possa esserci oltre il percorso più evidente.

L’obiettivo dichiarato è anche quello di evitare di interrompere l’immersione. Ogni elemento dell’ambiente dovrebbe avere una propria ragione di esistere e contribuire alla costruzione del mondo.

Una città perduta, non un semplice sito archeologico

Il team insiste anche sulla natura dell’ambientazione. Non ci troviamo davanti a un semplice sito archeologico conservato e facilmente accessibile: Lara sta esplorando una città perduta, rimasta isolata nel tempo.

Questo permette agli sviluppatori di utilizzare alcuni elementi narrativi per suggerire l’evoluzione di una cultura rimasta separata per un determinato periodo. Da una parte viene quindi preservato ciò che conosciamo della cultura Inca; dall’altra viene introdotta una componente originale che rende questa versione immediatamente riconoscibile come Tomb Raider.

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L’ambiente può così apparire invaso dalla vegetazione e dall’abbandono, mentre Lara stessa si sporca durante l’esplorazione. Gli sviluppatori sottolineano infatti che Lara non è un “fiore delicato: è una donna capace di sporcarsi le mani, scavare, seguire il proprio istinto e andare ovunque sia necessario.

Ed è proprio il suo istinto a guidarla nella sequenza mostrata: Lara individua un ingranaggio, comprende che le serve per far funzionare l’enigma e continua a esplorare l’area fino a scoprire nuovi percorsi.

Il movimento di Lara punta su fluidità e atletismo

La demo offre anche una nuova occasione per osservare i movimenti di Lara. Gli sviluppatori spiegano di voler mantenere una sensazione familiare per chi conosce la serie, tanto da paragonare l’esperienza a quella di indossare un vecchio paio di scarpe estremamente comode. Allo stesso tempo, Lara dispone di alcune nuove possibilità per muoversi e interagire con il mondo.

Tra queste viene citato il rampino, definito come uno strumento capace di offrirle nuove possibilità di interazione con gli oggetti e di navigazione. Queste aggiunte vengono descritte come elementi complementari, pensati per ampliare l’esperienza senza alterarne l’intento originale.

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Nella demo vediamo inoltre Lara affrontare una serie di sezioni di movimento nelle quali vengono messe in risalto le sue caratteristiche fisiche, le sue capacità atletiche e il suo stile acrobatico.

Gli sviluppatori considerano infatti le acrobazie una componente essenziale dell’identità della protagonista. Lara senza acrobazie può essere comunque una buona Lara, ma non sarebbe la Lara classica.

Enigmi fedeli allo spirito originale, ma ripensati

Il discorso sugli enigmi torna quando gli sviluppatori spiegano il loro approccio alla reinterpretazione dei contenuti originali. Il punto di partenza è chiedersi quale fosse l’intento del puzzle originale. Quando quell’intento rappresenta ancora un principio valido, il team cerca di trasformarlo nella versione più completa possibile.

A seconda dei casi, questo può significare mantenersi molto vicini alla formula originale oppure deviare verso soluzioni differenti. In entrambi i casi, però, il cambiamento deve essere ragionato e preciso.

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L’obiettivo è evitare che Legacy of Atlantis dia l’impressione di ignorare la storia dell’avventura che sta reinterpretando. Al contrario, gli sviluppatori vogliono che questa nuova versione venga percepita come una sorta di nuovo debutto del gioco.

Per questo vengono aggiunti nuovi dettagli, strumenti capaci di permettere a Lara di ricavare maggiori informazioni dalla storia del mondo e vengono mantenute alcune abilità classiche, tra cui le interazioni spingi-tira e un sistema di movimento fluido e dinamico.

Lo scanner può aiutare oppure raccontare la storia

Tra gli strumenti mostrati troviamo anche lo scanner, che presenta una doppia funzione. Da una parte può essere utilizzato dagli appassionati che vogliono approfondire la lore del gioco: attraverso la scansione degli elementi dell’ambiente è infatti possibile scoprire ulteriori informazioni sul mondo.

Dall’altra, lo scanner può fornire indizi per gli enigmi.

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La caratteristica importante è che il suo utilizzo rimane facoltativo. Chi desidera ricevere suggerimenti può sfruttarlo, mentre chi preferisce affrontare gli enigmi autonomamente può semplicemente ignorarlo.

Gli sviluppatori spiegano che questa possibilità nasce dalla volontà di rispettare le diverse tipologie di giocatori: da una parte chi desidera utilizzare tutti i sistemi messi a disposizione dal gioco, dall’altra gli appassionati più tradizionalisti che vogliono un’esperienza essenziale, con le doppie pistole e senza particolari aiuti.

Un grande lavoro di ricerca sulle culture rappresentate

La ricerca viene indicata come una componente fondamentale dello sviluppo.

Il team ha lavorato sulle culture Inca, sull’antica Grecia e sull’Egitto con l’intenzione di rispettarle e di trattarle con attenzione. L’obiettivo non è soltanto permettere al giocatore di visitare queste ambientazioni, ma anche farlo sentire realmente nei panni di un archeologo.

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La collaborazione con Flying Wild Hog è stata favorita anche dalla presenza di sviluppatori che conoscono e amano la serie. Durante la presentazione viene citato in particolare un designer, Matty, che in passato realizzava livelli di Tomb Raider per divertimento e che è conosciuto all’interno della community.

Gli sviluppatori sottolineano quindi come il progetto sia realizzato da persone realmente appassionate della serie, affiancate da professionisti capaci di porre le domande giuste e mettere alla prova le idee per ottenere risultati divertenti da giocare.

La lunga treccia torna in scena

Tra gli elementi che più facilmente attirano l’attenzione dei fan nella nuova versione della demo troviamo anche il look aggiornato di Lara, compresa la lunga treccia tanto richiesta dalla community.

Il ritorno della treccia contribuisce a rafforzare quella silhouette immediatamente riconoscibile che gli sviluppatori considerano fondamentale per la protagonista, inserendosi in un lavoro più ampio volto a recuperare gli elementi iconici di Lara senza limitarsi a riprodurli in maniera identica.

Tomb Raider Legacy of Atlantis alla Gamescom 2026

La stessa filosofia viene applicata alle sue animazioni e alle sue acrobazie: il team vuole conservare ciò che rende Lara riconoscibile, aggiungendo però maggiore fisicità e credibilità ai suoi movimenti.

Lara non entra mai dalla porta principale

La demo mostra poi Lara mentre affronta una delle sue classiche sezioni di attraversamento.

La protagonista non si limita a raggiungere il proprio obiettivo nel modo più diretto: sfrutta le proprie capacità atletiche e arriva a destinazione con il consueto stile.

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Durante la presentazione viene scherzosamente ricordato che Lara non entra mai dalla porta principale e non se ne va mai senza stile.

Questi momenti contribuiscono anche alla componente cinematografica del gioco. Alcune interazioni permettono infatti di creare brevi sequenze spettacolari che danno all’esperienza una dimensione da grande blockbuster estivo, senza però rinunciare alla componente giocabile.

Un mondo da esplorare anche senza fretta

Uno degli obiettivi dichiarati dagli sviluppatori è permettere ai giocatori di rallentare e godersi l’ambiente.

Le aree sono state costruite anche per essere osservate e vissute senza necessariamente concentrarsi sull’obiettivo successivo. Possiamo semplicemente camminare, osservare il paesaggio e cercare di capire cosa sia successo in quel luogo e cosa facessero le persone che lo abitavano centinaia di anni prima.

Durante la presentazione vengono mostrati quelli che gli sviluppatori definiscono “paesaggi da cartolina”, momenti nei quali Lara si trova immersa nella natura selvaggia, accompagnata dai rumori degli uccelli e delle foglie.

L’intenzione è chiara: non dobbiamo necessariamente correre attraverso l’avventura.

Allo stesso tempo, il team sa che esiste anche una parte della community interessata a completare il gioco nel minor tempo possibile. Per questo l’esperienza vuole essere accogliente sia nei confronti di chi preferisce fermarsi ad ammirare il paesaggio sia di chi vuole mettersi alla prova con una speedrun.

Il crafting aggiunge risorse e vantaggi temporanei

La presentazione torna poi sul kit di strumenti a disposizione di Lara.

Oltre allo scanner e al rampino, il gioco include un sistema di crafting pensato anche per risolvere una questione legata all’immersione.

Gli sviluppatori scherzano infatti sulla presenza dei medikit nei luoghi più improbabili: trovare un kit di pronto soccorso nel bel mezzo della giungla o all’interno di una tomba antichissima può risultare poco coerente con l’ambientazione.

Il crafting permette quindi a Lara di raccogliere risorse presenti nel mondo e sfruttare le proprie conoscenze per creare oggetti utili.

Sono inoltre presenti delle ricette che permettono di ottenere determinati bonus temporanei utili durante il gioco.

Anche in questo caso, però, il sistema non è obbligatorio. Chi vuole può utilizzarlo, mentre chi preferisce un’esperienza più vicina alla formula classica può continuare a giocare utilizzando principalmente le doppie pistole e gli oggetti curativi.

I Raptor cambiano volto e comportamento

La demo ci porta poi verso un altro elemento iconico: i Raptor.

Gli sviluppatori hanno mantenuto il colore rosso che molti giocatori ricordano dall’originale, ma hanno sfruttato le conoscenze moderne sui dinosauri per reinterpretarne l’aspetto.

Sono stati quindi aggiunti nuovi elementi al design, tra cui le piume, con l’obiettivo di creare una silhouette differente e specifica per Legacy of Atlantis.

Terzo diario degli sviluppatori di Tomb Raider Legacy of Atlantis

Ma non è soltanto l’aspetto a essere cambiato.

Il combattimento contro i Raptor è stato profondamente rivisto. Non si limitano più a correre verso Lara assorbendo colpi: possono pensare, evitare gli attacchi e reagire durante lo scontro.

Il giocatore può inoltre utilizzare il reticolo della salute insieme alla mira per valutare le condizioni della creatura e scegliere meglio dove indirizzare i propri colpi.

Il combattimento punta sul movimento continuo

Il combattimento di Lara viene descritto come un processo continuo di valutazione, risposta e movimento. La protagonista deve osservare la situazione, reagire e spostarsi per poter nuovamente valutare ciò che sta accadendo.

Il concetto di movimento rimane quindi fondamentale anche negli scontri: Lara non dovrebbe rimanere ferma, ma continuare a muoversi per cercare di ottenere un vantaggio. Gli sviluppatori descrivono il combattimento quasi come una danza tra Lara e i suoi avversari, caratterizzata da fluidità e organicità.

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Durante la demo possiamo inoltre vedere il sistema Focus. Quando l’indicatore si riempie, Lara può entrare in una modalità di iper-concentrazione che rallenta il tempo e le permette di eseguire colpi più precisi.

Anche in questo caso, gli sviluppatori sottolineano l’importanza di unire l’efficacia dello strumento allo stile acrobatico della protagonista.

Il T-Rex torna, ma con una nuova interpretazione

Il momento più atteso della presentazione arriva con il ritorno del T-Rex. Gli sviluppatori descrivono come un vero onore aver potuto lavorare sulla reinterpretazione di uno dei boss più iconici della serie. Il team ha dedicato molto tempo alla creatura con l’obiettivo di renderle giustizia, cercando contemporaneamente di rispettare il modello originale.

Il momento della prima apparizione del T-Rex nell’originale non poteva essere riprodotto esattamente nello stesso modo, ma l’intenzione è stata quella di ricreare la stessa emozione provata dai giocatori quando incontravano per la prima volta il dinosauro.

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Anche il design mantiene alcuni elementi del T-Rex classico, tra cui il caratteristico verde e le zone gialle sotto gli occhi. A questi sono stati aggiunti nuovi dettagli, comprese le piume.

La scelta viene collegata anche all’ambientazione: trovandosi in una valle geotermica, il dinosauro presenta una caratterizzazione che cerca di adattarsi all’ambiente circostante. In particolare, le piume rosse sulla parte superiore del corpo contribuiscono a creare una nuova versione immediatamente riconoscibile della creatura.

Una nuova versione dei boss per sfruttare la tecnologia moderna

Il lavoro sul T-Rex rappresenta anche un esempio dell’approccio generale adottato per i boss e per gli altri elementi iconici dell’avventura.

Gli sviluppatori vogliono che questi incontri coinvolgano il giocatore e che, nei momenti più spettacolari, l’esperienza possa trasformarsi in una sorta di corsa sulle montagne russe cinematografica.

Quando invece la situazione non richiede questo livello di spettacolarità, il gioco torna a lasciare spazio all’esplorazione e alla scoperta.

La tecnologia moderna permette inoltre di aggiungere una maggiore componente narrativa e di costruire più dettagli attorno agli elementi già presenti nell’avventura originale.

È proprio questo equilibrio tra rispetto dell’eredità e nuove possibilità a rappresentare uno dei punti centrali della reinterpretazione.

Un Tomb Raider pensato per giocatori diversi

Dalla nuova demo emerge quindi una filosofia abbastanza precisa: Tomb Raider: Legacy of Atlantis vuole mantenere gli elementi che hanno reso riconoscibile la serie, ma offrire allo stesso tempo maggiore libertà nel modo di affrontare l’avventura.

Possiamo esplorare lentamente gli ambienti, soffermarci sui dettagli e approfondire la lore attraverso lo scanner. Possiamo utilizzare gli aiuti disponibili per gli enigmi oppure ignorarli. Possiamo sfruttare crafting e bonus temporanei oppure seguire un approccio più classico.

Allo stesso modo, il combattimento punta su movimento, acrobazie, precisione e gestione delle risorse, mentre strumenti come rampino e scanner ampliano le possibilità di interazione con il mondo.

Il tutto senza rinunciare agli elementi che, secondo gli sviluppatori, costituiscono il cuore di Tomb Raider: esplorazione, curiosità, acrobazie, enigmi e avventura.

La nuova versione della demo presentata all’Xbox Showcase ci permette così di vedere un Legacy of Atlantis ancora più ricco di dettagli rispetto a quanto mostrato in precedenza. E, soprattutto, ci mostra una Lara che prova a mantenere intatta la propria identità mentre il mondo attorno a lei viene completamente reinterpretato.

Per noi fan, sarà interessante capire quanto di tutto questo riuscirà a tradursi nell’esperienza completa quando potremo finalmente mettere mano al gioco. Vi ricordo che Tomb Raider: Legacy of Atlantis sarà disponibile dal 12 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Steam e Nintendo Switch 2.


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Pubblicato da Mark

Mi chiamo Marco e, nonostante giochi a Final Fantasy sin da quando ero bambino, non sono riuscito a ideare un nickname più fantasioso di Mark. La mia passione per le serie di Final Fantasy e Tomb Raider mi ha portato a creare Allgamestaff, un sito web nel quale ho pubblicato numerose guide strategiche nella speranza di aiutare altri fan come me a superare un ostacolo e ad esplorare ogni anfratto. Amo la scrittura e i videogiochi: il mio sito è il luogo nel quale questi due interessi si incontrano. Contattami per ulteriori info.

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